L’attenzione alla green economy diventa evidente anche dalla nascita dei Green Bond di cui si va parlando sempre più spesso.

Cosa sono i Green Bond?

Le obbligazioni verdi hanno guadagnato questo nome perchè emesse per finanziare quelli che possono esser definiti “progetti Green”, progetti “con un’impronta verde”. In sostanza, servono a raccogliere capitali da investire in progetti vantaggiosi dal punto di vista ambientale: centrali eoliche, iniziative legate alla prevenzione e controllo dell’inquinamento, all’utilizzo sostenibile dell’acqua o all’edilizia eco-compatibile, per citare qualche esempio.

Quale è stato il primo paese a emettere i Green Bond?

Il primo paese europeo a emettere i Green Bond è stato la Polonia, lo scorso dicembre. Limitato l’importo dell’emissione, 750 milioni di euro nominali, e breve la durata, 5 anni, ma secondo gli operatori il segnale è importante; la Polonia, in questa partita ha battuto di poco la Francia come tempistiche; l’emissione della Francia, molto più cospicua, 7 miliardi di euro, può esser descritta come un’operazione di successo dal momento che tutti i Green Bond sono stati acquistati nel giro di poche ore. Il “Green Oat”, come è stato battezzato, scadrà a giugno 2039 e ha un rendimento di 13 punti base superiore rispetto agli altri titoli di Stato francesi di pari durata.
L’elenco di chi sta seguendo l’esempio continua ad allungarsi.

Se la Polonia è stato il primo stato ad emettere i Green Bond, l’Enel è stato il primo soggetto in assoluto in Europa a emetterli lo scorso gennaio. 
L’operazione, realizzata da Enel Finance International, società interamente posseduta da Enel, ha consentito di raccogliere 1,25 miliardi di euro presso investitori istituzionali. Ciò è in linea con la strategia finanziaria del piano strategico 2017-2019, che prevede il rifinanziamento di 12,4 miliardi di euro anche attraverso l’emissione di Green Bond quali strumenti dedicati al finanziamento di progetti funzionali al passaggio verso la “low carbon economy”.