30 giugno 2021 - Vernici fotocatalitiche

Vernici-fotocatalitiche-anti-inquinamento

È oramai certo che le case del futuro saranno edifici sempre più efficienti e rispettosi dell’ambiente, questo grazie anche a pitture edili che sfruttano la nanotecnologia per aiutare l’ambiente e le persone a vivere meglio. Tra i prodotti per l'edilizia sostenibile troviamo le vernici fotocatalitiche, pitture anti-inquinamento che fanno diventare le pareti di casa disinquinanti. Scopriamo insieme cosa sono e come funzionano.

Gli inquinanti a cui siamo esposti quotidianamente accorciano la vita di ciascuno di noi di almeno 10 mesi e ogni anno nel nostro paese circa 30mila decessi sono causati dall’inquinamento atmosferico. Sono i dati che emergono dal progetto VIIAS – Valutazione Integrata dell’Impatto dell’Inquinamento atmosferico sull’Ambiente e sulla Salute – del Ministero della Salute, che mette in guardia dai rischi dell’inquinamento sulla nostra salute. Ecco perché è importante agire subito, anche nel settore edilizio, utilizzando prodotti sicuri e sostenibili.

Un esempio sono appunto le vernici fotocatalitiche, che permettono di ottenere un microrivestimento capace di sfruttare la luce naturale e distruggere sostanze inquinanti e batteri.

Cosa sono e come funzionano le vernici fotocatalitiche

Le pitture fotocatalitiche sono in grado di pulire l’aria dagli inquinanti atmosferici, per questo vengono spesso chiamate anche "vernici mangia smog". Sfruttando il processo fotocatalitico delle nanoparticelle di biossido di titanio - un catalizzatore sensibile alla luce - sono in grado di agire sugli ossidi di azoto, protagonisti delle reazioni chimiche nell’atmosfera che producono ozono, trasformandoli in acido nitrico, più facilmente gestibile.

Vediamo più nel dettaglio qual è il loro funzionamento.

I fotocatalizzatori presenti in queste vernici scatenano una serie di reazioni fotochimiche che vanno a decomporre le sostanze organiche e parte delle sostanze inorganiche presenti nell’atmosfera, favorendo la decomposizione degli inquinanti atmosferici.

Quando una particella di inquinante (ad esempio biossido di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio, benzene, ammoniaca, formaldeide e particolato atmosferico PM10) entra in contatto con il biossido di titanio, viene decomposta e trasformata in anidride carbonica, azoto e qualche sale: sostanze innocue e dilavabili dalla pioggia.

Le vernici fotocatalitiche possono essere utilizzate su pareti interne, per la pulizia indoor, ma anche all'esterno, su facciate di condomini, case e palazzi. In questo modo contribuiscono ad abbassare il livello di inquinamento presente nell’aria, causato dai gas di scarico delle auto, dalle fabbriche e dal riscaldamento domestico.

Oltre a disgregare le sostanze organiche e inorganiche che si depositano sulle superfici, le vernici fotocatalitiche fungono anche da battericidi e fungicidi. Sono quindi ideali da applicare su piastrelle e rivestimenti di ambienti "sanitari" come le piscine e i luoghi pubblici, dove si cammina scalzi. 

Mille metri quadri di superficie in cemento trattati con vernici fotocatalitiche permettono di ridurre la quantità di NOx nell’aria pari a quello di 56 alberi adulti.

Questi prodotti si applicano come le normali pitture e hanno una resa, un grado di elasticità e una traspirabilità garantite. E in più hanno proprietà fotocatalitiche.

Ciò significa che sono in grado di ridurre l’inquinamento presente in un casa, mantenendo allo stesso tempo il colore e la brillantezza all’esterno o all’interno dell'edificio, generando al contempo processi antibatterici che si traducono in un'importante riduzione degli odori e delle muffe che prolificano nell’ambiente. 

Vernici fotocatalitiche e residui di inquinamento: tutta la verità

La reazione fotocatalitica genera dei residui che derivano dalla sua azione ossidante.

Molti, quindi, si chiedono se i residui degli inquinanti prodotti dall’azione ossidante di queste vernici siano davvero innocui.

La risposta arriva direttamente dal CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche che, valutate le caratteristiche di tali residui, ha specificato come i composti che derivano dalla trasformazione degli inquinanti sono sali minerali e calcare, prodotti in quantità minima (parti per miliardo) invisibili, innocui e facilmente dilavabili dalle piogge.

Ciò conferma l'assoluta ecocompatibilità dei prodotti fotocatalitici, che sono in grado di trasformare le sostanze inquinanti in residui non nocivi.

Le tecnologie fotocatalitiche sono quindi molto interessanti dal punto di vista ambientale, in quanto sfruttano una fonte di energia naturale e sempre disponibile - il sole - e tecniche a basso impatto.

Se a queste abbiniamo un microrivestimento con pitture nanotecnologiche in grado di riflettere la regione infrarossa del calore, da applicare sempre all’esterno dell'immobile, la sostenibilità aumenta notevolmente.

Le pitture termoriflettenti, infatti, permettono un risparmio di energia fino al 30%, dovuto al minore dispendio energetico per riscaldare/rinfrescare l’ambiente, e minore emissione di CO2.

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Stefano Silvestrin

Scritto da Stefano Silvestrin

Da oltre 10 anni mi occupo della distribuzione di materiali nanotecnologici per l’edilizia, seguo processi industriali applicativi, nel mondo della ceramica e dei pannelli fotovoltaici, individuando le reali possibilità applicative delle nanotecnologie per dare risposte concrete per l’efficientamento energetico degli edifici. Materiali a basso spessore e nanotecnologici per la protezione delle superfici sono la mia specialità.