02 novembre 2021 - Risparmio energetico

Efficientamento-energetico-edifici

Un edificio altamente efficiente è un edificio progettato e realizzato per limitare gli sprechi energetici, massimizzare lo sfruttamento delle risorse rinnovabili e ottimizzare i consumi. Se si punta a migliorare l'efficientamento energetico edifici, è fondamentale studiare gli interventi necessari già in fase di progettazione dell'immobile, così da prendere in esame tutte le variabili (zona climatica, esposizione, materiali di costruzione) che concorrono all'ottenimento del miglior risultato possibile. Tuttavia la maggior parte del patrimonio edilizio italiano è costituito da immobili datati, con involucri inefficienti e impianti obsoleti. Ecco perché ci si trova sempre più spesso a fare i conti con il recupero energetico dell'esistente, se si vuole raggiungere una diminuzione dell'energia consumata in ambito civile. Ma quali sono gli interventi risolutivi e, soprattutto, quali i prodotti più indicati?

Parlando nello specifico di involucri, cioè di tutte le superfici che entrano in  contatto con l'ambiente esterno e con esso scambiano energia (le pareti, il tetto, le finestre), tanto più esso è adatto a isolare o a compensare le temperature tra interno e esterno, tanto più è energeticamente efficiente.

Quali interventi permettono di migliorare l'efficienza termica e far risparmiare energia? Dipende su quale parte dell'involucro si decide di agire:

  • Muri esterni
  • Pareti interne
  • Superfici orizzontali
  • Coperture
  • Finestre e schermature solari

Tralasciando gli infissi, che meriterebbero un discorso a parte, andiamo a vedere quali prodotti utilizzare per isolare termicamente l'immobile e beneficiare di aumento dell'efficienza, partendo dalle pareti e dal tetto.

 

Isolamento termico pareti esterne: cappotto VS microrivestimento

Le pareti perimetrali dell'edificio hanno il compito di sostenere l'edificio e di regolare il passaggio di calore tra interno ed esterno dell'involucro. Più una parete è in grado di isolare l'edificio, cioè di ridurre la dispersione del calore interno verso l'esterno (o, viceversa, limitare l'azione del caldo in estate), maggiore sarà l'efficienza energetica dell'edificio stesso.

In fase di costruzione, quindi, è fondamentale costruire le pareti esterne con materiali dall'elevata resistenza termica, capaci di ridurre le dispersioni termiche, e con bassi valori di trasmittanza termica, cioé difficilmente permeabili dal calore.

Nel caso di edifici esistenti, è possibile effettuare interventi migliorativi che permettono di ottenere gli stessi ottimi risultati, in quanto a efficienza.

Principalmente si tratta di scegliere tra cappotto esterno o pitture termoriflettenti. Mentre il cappotto richiede interventi lunghi e spesso invasivi, e comporta un aumento dello spessore finale delle pareti (che nel caso, ad esempio, di edifici vincolati non è ammesso), le vernici termoriflettenti non prevedono modifiche agli spessori né all'estetica, garantendo un ottimo isolamento termico in soli 6 mm di spessore.

Isolare dall'interno con le vernici nanotecnologiche

Il cappotto termico può essere realizzato anche all'interno, nel caso non fosse possibile operare sulla facciata. Tuttavia si tratta di un intervento invasivo, che rischia di ridurre notevolmente gli spazi abitativi, a causa dello spessore dei pannelli isolanti da applicare.

Ecco perché, se si vuole isolare un immobile dall'interno, è consigliato optare per un rivestimento elastomerico termoisolante che si stende come una pittura e diminuisce la possibilità di concentrazioni di aree fredde, assicurando una temperatura uniforme negli ambienti interni.

L'isolamento termico interno è uno degli interventi più diffusi in ambito edilizio: scopri quali sono le soluzioni più efficaci per ottenere un comfort ottimale

Isolamento termico delle superfici orizzontali e del tetto

Anche solai e coperture contribuiscono alla gestione dei flussi energetici scambiati tra interno ed esterno dell'edificio. Come per le pareti interne ed esterne, dopo un attento studio dello stato di fatto (analisi della trasmittanza termica degli elementi costruttivi, eventuale presenza di ponti termici, individuazione della zona climatica in cui sorge l'edificio) è possibile individuare il tipo di intervento più indicato per migliorare l'efficienza energetica edifici partendo dal tetto (o dal soffitto, nel caso di edifici con più piani).

In questo caso è necessario intervenire con la coibentazone della superficie interna (intradosso) o esterna (estradosso) attraverso un aumento della massa termica, che può essere ottenuta con l'inserimento di uno strato isolante o l'aumento di quello esistente. In questo modo si va a migliorare la capacità dell'elemento di chiusura dell'edificio di immagazzinare il calore e di cederlo lentamente, regolando così la trasmissione tra interno ed esterno.

Anche in questo caso è possibile optare per innovativi microrivestimenti termoriflettenti a basso spessore da applicare su guaine bituminose, tetti calpestabili o terrazze, che permettono di ridurre la conduzione di calore, riflettere le radiazioni termiche e creare una barriera contro l’umidità che si traduce in un significativo risparmio energetico.

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Stefano Silvestrin

Scritto da Stefano Silvestrin

Da oltre 10 anni mi occupo della distribuzione di materiali nanotecnologici per l’edilizia, seguo processi industriali applicativi, nel mondo della ceramica e dei pannelli fotovoltaici, individuando le reali possibilità applicative delle nanotecnologie per dare risposte concrete per l’efficientamento energetico degli edifici. Materiali a basso spessore e nanotecnologici per la protezione delle superfici sono la mia specialità.