13 aprile 2022 - Ristrutturazione edifici

Riqualificazione-energetica-edificio-storico

Secondo la Direttiva 2012/27/CE gli enti pubblici devono lavorare strategicamente sulla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio dello Stato attraverso interventi per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici storici. Tecnici e committenti si trovano quindi a dover gestire l'isolamento dell'involucro esterno in situazioni complicate, in quanto per gli immobili siti in centri storici o zone vincolate esistono impedimenti normativi che limitano o addirittura rendono impossibile la realizzazione del cappotto tradizionale. La tecnologia, per fortuna, ha fatto passi da gigante negli ultimi anni e oggi si sente sempre più parlare - e si vedono sempre più applicazioni - di prodotti tecnologici innovativi che assicurano un consistente incremento della resistenza termica senza interventi invasivi né alterazione degli spessori, e che permettono anche di beneficiare delle agevolazioni del Superbonus 110. 

Riqualificazione edifici centro storico: l'iter da seguire

Prima di intervenire con la riqualificazione energetica di un edificio storico è necessario redigere un progetto per valutare la situazione di partenza e le condizioni esistenti dell'immobile, il cosiddetto stato di fatto, che consiste in:

  • analisi dei caratteri tecnico-costruttivi dell'edificio
  • valutazione della qualità ambientale
  • analisi del sistema impiantistico esistente
  • valutazione dell'efficienza energetica
  • criticità, limiti e criteri di restauro

Una volta constatata la prestazione energetica ante operam, sarà possibile individuare gli interventi da attuare, tenendo conto delle caratteristiche del patrimonio culturale e dei vincoli normativi. Per questo è necessario coinvolgere i tecnici della Soprintendenza che avranno il compito di valutare e verificare il rispetto dei limiti imposti.

Come riportato nel D.Lgs.19 agosto 2005, n. 192 relativo al rendimento energetico nell’edilizia, gli immobili soggetti a vincolo di tutela secondo il D.Lgs. 42/2004 sono oggetto di valutazione del MiBACT e degli organi a esso afferenti. Una volta ottenuto il via libera, valutata la fattibilità dell’intervento e le reali necessità di tutela e conservazione dell’immobile, saranno quindi comunicate le linee guida per i lavori da realizzare.

Come gestire l'involucro esterno negli edifici vincolati (e caso studio)

I Decreti Legislativi 192/2005 e 311/2006 sollevano gli immobili patrimonio storico dagli obblighi di efficienza energetica «nei casi in cui il rispetto delle prescrizioni implicherebbe un’alterazione inaccettabile delle loro istanze storiche e/o estetiche». Tuttavia nella maggior parte dei casi questi edifici sono energivori e poco o nulla efficienti, sia per quanto riguarda le superfici opache che per l'impiantistica. 

Ecco perché è importante progettare soluzioni che favoriscano un miglioramento della classe energetica di questi palazzi, tenendo conto però che si tratta di immobili vincolati che devono sottostare a particolari regolamenti e disposizioni normative.

Proprio sul tema legato all'isolamento delle superfici opache esterne, in particolare delle facciate di pregio, ci siamo soffermati più volte.

In questo articolo abbiamo approfondito la questione relativa agli spessori del cappotto esterno per gli edifici storici e vincolati.

Il cappotto termico tradizionale è una tecnica difficilmente applicabile per il retrofitting energetico degli edifici storici, in quanto l'applicazione di pannelli e la modifica degli spessori mal si sposano con la necessaria conservazione dell'aspetto estetico, soprattutto nel caso siano presenti fregi, timpani e sbalzi.

È possibile ovviare a questo problema utilizzando vernici e pitture come finitura del manufatto kit con nanotecnologiche, che assicurano elevate prestazioni in spessori ridotti (nell'ordine di 6 -30 mm).

Nel caso studio che ti presentiamo qui è stato possibile riqualificare un edificio storico con murature a sacco grazie all'applicazione di un manufatto di sistema a basso spessore e al trattamento delle opere in pietra mediante un ciclo risanante e consolidante con protezione idrorepellente eseguita con materiali nanotecnologici.

Il manufatto è composto da una speciale miscela di materiali altamente coibentanti e termoriflettenti. La combinazione del potere riflettente delle microsfere di vetro cellulare e del coccio pesto creano così una massa caratterizzata da una grande presenza di celle d’aria ad alto potere coibentante e riflettente, in grado di mantenere un’alta traspirabilità della massa.

L’aria viene quindi racchiusa in piccoli spazi, in una sorta di effetto thermos, aumentando il potere isolante del microrivestimento e il potere termoriflettente permette di riflettere la radiazione termica abbassando il valore della conduttanza.

Questo tipo di materiale risponde perfettamente alle specifiche del legislatore per quanto riguarda il Superbonus 110% e da quindi la possibilità di accedere all'agevolazione fiscale e vedersi rimborsata tutta la spesa sostenuta.

Per scoprire come sfruttare il "nanocappotto" ( solo per rendere l'idea) per la riqualificazione energetica di edifici storici e immobili vincolati contatta i nostri uffici e ti forniremo tutte le informazioni e le specifiche tecniche necessarie.

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Stefano Silvestrin

Scritto da Stefano Silvestrin

Da oltre 10 anni mi occupo della distribuzione di materiali nanotecnologici per l’edilizia, seguo processi industriali applicativi, nel mondo della ceramica e dei pannelli fotovoltaici, individuando le reali possibilità applicative delle nanotecnologie per dare risposte concrete per l’efficientamento energetico degli edifici. Materiali a basso spessore e nanotecnologici per la protezione delle superfici sono la mia specialità.