27 ottobre 2020 - Pitture termoriflettenti, Cappotto termico

Spessori-cappotto-esterno

Vivendo in un Paese in cui quasi il 10% degli edifici risulta essere storico o vincolato, prima di progettare o realizzare una riqualificazione che preveda l'+isolamento termico di un edificio è necessario conoscere le norme sugli spessori per cappotto esterno e dedurre di conseguenza il ventaglio di azioni possibili.

La possibilità di realizzare sistemi di isolamento termico su un edificio in centro storico o vincolato dipende in primis dalla tipologia di vincolo: se ad essere vincolata è l'architettura esterna della facciata, questo influirà sulla scelta degli spessori per il cappotto termico esterno.

Citando direttamente il D.Lgs.19 agosto 2005, n. 192 relativo al rendimento energetico nell’edilizia, gli immobili soggetti a vincolo di tutela secondo il D.Lgs. 42/2004, saranno oggetto di valutazione del MiBACT e degli organi a esso afferenti.  Questo significa che avuto il via libera, valutata la fattibilità dell’intervento e le reali necessità di tutela e conservazione dell’immobile, saranno comunicate le linee guida per i lavori da realizzare.

 

Spessori cappotto esterno: come valutarli

Ricorrere a un cappotto termico esterno significa incorrere in un aumento del volume dell’abitazione. In centro storico, nella stragrande maggioranza dei casi, questo diventa un problema.  

È importante tenere in considerazione questi aspetti prima di iniziare i lavori:

  • Capire se l’edificio o gli edifici che confinano con il tuo sono anch’essi storici e/o vincolati o se si tratta di nuove costruzioni, perché in base a questo cambia il Decreto riferito all’efficientamento energetico e di conseguenza anche le distanze dai confini;
  • Sapere quali sono le deroghe di riferimento alla tua abitazione e avere ben chiara la percentuale di riduzione del valore dei limiti di trasmittanza necessaria per poter compiere l’intervento.
  • In caso di edifici accostati l’uno all’altro e in caso di facciate vincolate, hai la possibilità di effettuare un isolamento interno; l'altra faccia della medaglia però è la perdita di metri quadri abitabili interni.

Ci sono anche strade più semplici: isolare termicamente senza intaccare gli spessori.

 

Miglioramento della performance termica in uno spessore minimo di 0,5 cm

Parlando di isolamento termico esterno per edifici del centro storico o vincolati, la soluzione sempre più adottata è quella innovativa rappresentata dalla nano-tecnologia: non si parla più di spessori per cappotto esterno ma di millimetri di spessore, senza il particolare effetto “cubico” che assumono tutte le strutture sulle quali viene applicato il cappotto esterno.

Nessun problema di confini, spessori, e massimo rispetto della morfologia della facciata: la nano-tecnologia, con i materiali termoriflettenti, permette di avere isolamento termico e ridurre problematiche connesse all’esposizione agli agenti atmosferici, con uno spessore minimo di 5 millimetri. 

Tra le valutazioni da fare, considera che con i materiali termoriflettenti:

  • Riduci notevolmente i tempi di intervento (accantieramento) che durano anche 3 o 4 mesi;
  • Elimini i lavori di edilizia collaterali, come la sostituzione dei davanzali, perché non modifichi più gli spessori dei muri;
  • Benefici del Bonus Facciata al 90% e, in concomitanza con altri lavori di riqualificazione, benefici del Superbonus 110%.

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Stefano Silvestrin

Scritto da Stefano Silvestrin

Da oltre 10 anni mi occupo della distribuzione di materiali nanotecnologici per l’edilizia, seguo processi industriali applicativi, nel mondo della ceramica e dei pannelli fotovoltaici, individuando le reali possibilità applicative delle nanotecnologie per dare risposte concrete per l’efficientamento energetico degli edifici. Materiali a basso spessore e nanotecnologici per la protezione delle superfici sono la mia specialità.