<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=2542139206030428&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

07 dicembre 2023 - Umidità e muffe

Idrorepellenti per pietra, marmi, cemento e muri- differenza tra idrofilia e idrofobia

Le precipitazioni, l'inquinamento e gli agenti atmosferici in generale sono causa di un decadimento progressivo degli edifici. La prassi è quella di intervenire periodicamente con lavori di manutenzione per riparare i danni accumulati nel tempo, tuttavia in alcuni casi il degrado rischia di essere talmente elevato da non poter più essere recuperato. In fase di costruzione o ristrutturazione edilizia è possibile limitare i danni, o evitare che si verifichino situazioni del genere, applicando specifici idrorepellenti per pietra, marmi e cemento, che vanno a proteggere le superfici lasciandole comunque traspirare. In questo articolo vediamo come valutare quali sono i prodotti migliori, partendo dai risultati delle prove di laboratorio.

INDICE DEI CONTENUTI:

 

Idrofilia e idrofobia: quali sono le differenze

Quando si parla di rivestimenti edilizi, è importante fare chiarezza su due concetti: quello di idrofilia e quello di idrofobia.

  • L'idrofilia (termine che deriva dal greco hydor=acqua e filia=amicizia, affinità) è la proprietà, insita in alcune sostanze e sistemi chimici, di assorbire e trattenere l'acqua.
  • L'idrofobia, invece, caratterizza sostanze e sistemi che presentano una spiccata repellenza per l'acqua, quindi che non assorbono o trattengono l'acqua all'interno o sulla superficie.

La maggior parte delle superfici (muri, pareti, facciate, solai) è caratterizzata da una struttura porosa e capillare, che assorbe l'umidità quando viene a contatto con l'acqua. Ciò causa danni visibili e deleteri per l'aspetto esteriore delle strutture e soprattutto per la loro funzionalità.

Per evitare che ciò avvenga è possibile utilizzare prodotti capaci di penetrare in profondità e proteggere le superfici, mantenendo inalterata la loro "respirabilità". 

 

Come si valuta la bagnabilità di una superficie

Per capire qual è il prodotto migliore da applicare è importante considerare il materiale su cui si interviene ed eseguire prove e test di laboratorio che valutino la bagnabilità della superficie.

La bagnabilità è una proprietà che indica il grado di adesione di un liquido alla superficie in esame e dipende dai gruppi terminali delle molecole all'interfaccia del solido (fattore chimico) e dalla strutturazione della parete (fattore fisico).

Si parla quindi di bassa o elevata bagnabilità dopo aver misurato l'angolo di contatto statico - cioè l'angolo compreso tra la tangente all'interfaccia liquido-gas e la tangente alla superficie solida all'interfaccia solido-liquido, in corrispondenza alla linea di contatto tra le tre fasi. Maggiore è l'angolo, più sferica è la goccia e più idrofobica è la superficie. Al contrario, minore è l'angolo di contatto, meno sferica è la goccia e più idrofila è la superficie.

image-png-1

image-png

L'angolo di contatto viene quindi utilizzato come misura dell'efficace idrofobicità degli idrorepellenti per pietra, marmo, cemento e muro. 

 

Caratteristiche degli idrorepellenti nanotecnologici in edilizia

I nanocoatings, cioè i rivestimenti nanotecnologici usati in edilizia, hanno la possibilità di conferire alle superfici sui cui vengono applicati delle proprietà superidrofiliche o superfobiche.

Nel caso degli idrorepellenti nanotecnologici, la loro formulazione liquida a base d'acqua è in grado di rendere idrofoba qualsiasi superficie porosa, mantenendone inalterata la traspirabilità. Questo avviene perché le nanoparticelle, anziché sigillare i pori, li rivestono, assicurando che l'acqua o altri fattori corrosivi vengano respinti da forze chimiche. 

A differenza dei prodotti tradizionali, di vecchia generazione, a base di elastomeri o polimeri, che si aggregano in superficie, le nanoparticelle di questi idrorepellenti innovativi penetrano in profondità all'interno della materia, proteggendo la superficie anche dal degrado causato dalle intemperie e dalla defogliazione del ciclo gelo/disgelo.

E nel caso si verifichino fenomeni di umidità di risalita o perdite d'acqua? Se la superficie è stata trattata con idrorepellenti nanotecnologici, l'acqua è in grado di evaporare attraversando i pori rimasti aperti e di disperdersi così nell'ambiente, attenuando la pressione capillare.

Nel caso di muffa puoi usare anche questi prodotti nanotecnologici.

In questo modo si previene il rigonfiamento, le crepe e le deformazioni del materiale trattato e le superfici rimangono asciutte e invariate, sia nell'aspetto sia nelle proprietà meccaniche.

Con questi materiali innovativi non si aggiungono più dei film superficiali, ma si impianta una tecnologia di nuova generazione (KETs - Key Enabling Technologies) che conferisce alla materia nuove proprietà e capacità. 

Vuoi saperne di più? Contatta i nostri esperti.

METTITI IN CONTATTO CON NOI

Stefano Silvestrin

Scritto da Stefano Silvestrin

Da oltre 10 anni mi occupo della distribuzione di materiali nanotecnologici per l’edilizia, seguo processi industriali applicativi, nel mondo della ceramica e dei pannelli fotovoltaici, individuando le reali possibilità applicative delle nanotecnologie per dare risposte concrete per l’efficientamento energetico degli edifici. Materiali a basso spessore e nanotecnologici per la protezione delle superfici sono la mia specialità.